Ma hai mai provato a immaginare navi e velieri che per secoli hanno solcato le coste della Penisola del Sinis
e hanno visto l’Isola di Mal di Ventre in tutto il suo splendore incontaminato?
Beh questo articolo lo dedichiamo al relitto più famoso e più “prezioso”, i cui resti li puoi osservare nel Museo di Cabras
Approfondiamo un po’ ma prima di continuare la lettura, ti invitiamo a aprire il cassetto dell’immaginazione.
Pront*?
Partiamo!!!

Il relitto è stato ritrovato nel tratto di mare compreso tra la Penisola del Sinis e l’Isola di Mal di Ventre
Fu esplorato tra il 1989 e il 1996 a circa 30 m di profondità, a 6 miglia dalla costa e a poco più di 1 miglio a sud-est dell’isola (fonte Area Marina Protetta)
Il suo carico era preziosissimo: 999 lingotti di piombo di circa 33 Kg ciascuno e ognuno ha ben visibile il cartiglio (il bollo del produttore, anzi dei produttori)
La nave, del II secolo d.C., si dice avesse delle dimensioni importanti: 36×12 metri e, nonostante, i secoli passati, è riuscita a regalarci uno spettacolo unico!
Quindi una nave commerciale che trasportava questo carico dalla Penisola Iberica, forse sino all’Africa Settentrionale, chissà…
durante lo studio e il recupero dei lingotti sono state ritrovate anche anfore vinarie rimaste intatte e ancora accatastate dai marinai dell’epoca.
Ma ti immagini lo stupore degli archeologi davanti a tanta bellezza?
Si sono ritrovati davanti questi lingotti ancora perfettamente accatastati
come quando, circa 2000 anni fa, i marinai li avevano ben sistemati in stiva pronti per solcare il Mediterraneo
Il loro lavoro è stato così maniacale che, nel naufragio, sono rimasti accatastati accanto alla chiglia, rimasta perfettamente intatta.
Ma a parte l’importanza del carico ritrovato, questo relitto ci permette di affermare che:
- la Sardegna era strategica nelle rotte del Mediterraneo
- nella penisola iberica esisteva una industria che creava e commercializzava i lingotti di piombo
- sin dall’antichità questo tratto di mare ha rappresentato una pericolosa insidia a causa del suo fondale così impervio e della violenza del maestrale.
Uno spettacolo!
Pensa poi all’ecosistema marino che nel corso dei secoli si è costruito lì attorno le proprie tane!
Per aiutarti a immaginare cosa avranno visto gli archeologi subacquei, ti lasciamo questo video del relitto di Seu durante una delle nostre sessioni di snorkeling:
